Campagne e Petizioni

LA PETIZIONE E' CHIUSA - Grazie

 

Il Quirinale ha apprezzato la nostra petizione    20/06/2010

La nostra petizione per l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano ha raccolto l’adesione di tutte le ACAT europee, raggiungendo il numero di oltre 8.000 firme. Abbiamo presentato la nostra petizione al Quirinale, ricevendo il vivo interessamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il Presidente, tramite la lettera a firma del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Prof. Carlo Guelfi, ha promesso di seguire i futuri sviluppi della materia.

(scarica la lettera del Quirinale)

Nei prossimi giorni, i plichi contenenti le firme (debitamente fotocopiate) saranno consegnati agli altri destinatari, cioè al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato. Vi terremo informati sulla reazione di tali organi istituzionali, anche se temiamo che l’attenzione sia distratta a causa della attuale situazione politica abbastanza tesa, tra seri problemi economici e proposte di legge molto contestate.
 



 

COMUNICATO STAMPA DI ACAT ITALIA             11/06/2010

L'Italia respinge la richiesta dell'ONU di inserire la definizione del termine "tortura" nel nostro Codice Penale.
ACAT Italia denuncia la decisione del governo italiano
ACAT Italia ha promosso su questo specifico argomento la petizione di cui a questa pagina, e pertanto sollecita i destinatari della petizione stessa ad impegnarsi per introdurre nel nostro Codice Penale il reato di tortura, mantenendo fede agli impegni internazionali assunti da oltre 20 anni, accogliendo così anche questa specifica raccomandazione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA

 



61° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948

 

APPELLO PER L’INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE ITALIANO DEL

REATO DI TORTURA

 La tortura, e con essa i trattamenti crudeli inumani e degradanti, sono violazioni inaccettabili dei diritti umani.
La “Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti”, firmata a New York il 10 dicembre 1984, impone agli Stati che la ratificano l'obbligo di legiferare affinché qualsiasi atto di tortura, come pure il tentativo di praticare la tortura o qualunque complicità o partecipazione a tale atto, siano espressamente previsti come reato nel diritto penale interno.
Nonostante abbia sottoscritto e ratificato la Convenzione sin dall’11 febbraio 1989, l’Italia non si è ancora dotata di uno strumento legislativo che esplicitamente definisca il reato di tortura prevedendo severe pene per chi lo commette .
In occasione del 61° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ACAT Italia indice una Petizione per chiedere al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, di adoperasi affinché si introduca nel diritto penale italiano il reato di “tortura”, dando positivo sbocco agli specifiche proposte di legge giacenti nei due rami del Parlamento, superando le resistenze che finora hanno impedito la loro approvazione.

Così facendo l’Italia

  1. manterrebbe fede agli impegni internazionali assunti da oltre vent’anni,

  2. si doterebbe di uno specifico strumento indispensabile per prevenire e combattere questa grave violazione dei diritti umani,

  3. darebbe un forte messaggio di sostegno e di speranza a quanti oggi sono vittime di tortura o altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

L'appello è promosso da ACAT Italia, in partnerscip con:

(Scaricate il modulo)


LA PETIZIONE E' CHIUSA

(Firmate la petizione on-line)

 

LA PETIZIONE E' CHIUSA