CORRIERE

 

  CORRIERE              
Luglio 2010 
 

Il Corriere di luglio 2010 è dedicato a fare il punto sulla tortura in alcuni paesi del mondo.

In occasione del 26 giugno, la giornata mondiale in sostegno delle vittime di tortura, reputiamo opportuno fare "il punto" della situazione per 10 Paesi del mondo, partendo anche da uno studio di OMCT (Organizzazione Mondiale Contro la Tortura) ed altre Associazioni hanno .

 

Inoltre, questo numero del Corriere contiene:


1)      La situazione in Italia: non stiamo meglio di altri paesi ed abbiamo tanti problemi legati ai diritti umani’.

2)      Il comunicato stampa che ACAT ha emesso, per condannare la posizione negativa presa dal Governo Italiano davanti alle critiche della Commissione ONU, circa l'assenza del reato di tortura nei nostri codici

3)      La risposta molto lusinghiera del Quirinale alla nostra petizione, relativa proprio all'introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento giuridico..

4)      Un interessante articolo sulla situazione a Gerusalemme Est.

5)      Il bilancio di una anno di attività della ACAT Italia.

6)      Un resoconto della inquietante situazione del Camerun

7)      Un momento di preghiera e la presentazione della 4° "Notte delle veglie".

 

 

07-2010 – CORRIERE

03-2010 – CORRIERE

12.2009 – CORRIERE


10.2009 – CORRIERE


05.2009 - CORRIERE


02.2009 – CORRIERE


10.2008 – CORRIERE


12.2008 - CORRIERE–PREGHIERA

 
 


 


NUMERI PRECEDENTI

Marzo 2010

Questo numero contine articoli su:
  1. La pena di morte nel mondo: esiste un effetto deterrente, oppure no?
  2. I bambinisoldato in Africa: un trauma fisico, ma molto più psicologico.
  3. L'esperienza dell'I.T.C. Luisa di Savoia di Roma, nel progetto "Diriti umani - Una materia dimenticata"
  4. Crona della FIACAR dal 4° congresso monidale contro la pena di morte
  5. La strana situazione delle carceri italiane, dalle morti sospette al caso Cucchi.

 

NUMERI PRECEDENTI >><<  Dicembre 2009

 

Il Corriere parla di questo 10 dicembre che segna una data importante per ACAT Italia, mai come adesso stanno nascendo  attività ed  iniziative. Tutte notevoli e con un buon contenuto di novità. Tutte degne di attenzione. 

  1. PETIZIONE AL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO, affinché dopo oltre venti anni di inadempienza agli  impegni presi con l’ONU, l’Italia introduca il reato di “Tortura” nel proprio codice penale.

  2. UN SECONDO PREMIO DI LAUREA, da assegnare alla migliore tesi contro la PENA DI MORTE, che si affianca a quello esistente per tesi contro la tortura.

  3. DIRITTI UMANI,  UNA MATERIA DIMENTICATA, il nostro progetto educativo  per diffondere i diritti umani nelle scuole superiori, ha preso già l’avvio. In una scuola di Roma abbiamo effettuato un  interessantissimo QUESTIONARIO  RICOGNITIVO, per capire quanto la cultura dei Diritti Umani sia o meno presente nei giovani di oggi (e dobbiamo affermare che i primissimi risultati sono incoraggianti). Sono domande sui Diritti Umani, Pena di Morte e Tortura.

  4. LA NOSTRA ABITUALE RIUNIONE DI PREGHIERA ECUMENICA, è stata fatta ASSIEME AGLI AMICI DEL TEMPIO METODISTA DI ROMA (VIA XX SETTEMBRE)  il cui titolo è preso dal Salmo 8 ed è: “COSA È MAI L’UOMO – PERCHÉ’ TE NE RICORDI?”. Tutta l’azione di ACAT mira a salvaguardare la dignità dell’uomo, la dignità dell’essere umano  creato ad immagine di Dio. Il testo è contenuto nel Corriere.

    • COMPLETIAMO IL RESOCONTO DELLA TAVOLA ROTONDA DEL 26 GENNAIO, riportando le testimonianze

      a) Carlo Bracci (Medici contro la tortura): Lavorare con i giovani, per cambiare il mondo di domani. Il premio di laurea di ACAT va nella direzione giusta

      b) Arsène Bolouvi, fuggito dal Togo e rifugiato in Francia per evitare tortura e morte: Il pericolo di vivere in Paesi senza Diritti Umani - vivere in un paese libero può riempire di stupore 

    • c) Sylvie Bukhari-de Pontual (presidente FIACAT): Il rischio maggiore è la rassegnazione delle popolazioni, che vedono nella tortura una cosa normale, se non necessaria

  • Parliamo inoltre della lettera che il commissario della Commissione Europea ha scritto all'Italia sul problema irrisolto dei migranti respinti in mare

  •  Parliamo -all'interno della Preghiera- della situazione in Russia ed in Italia

 

 

 

 

 


 NUMERI PRECEDENTI  >><<  Ottobre 2009
 

Il 26 giugno 2009 abbiamo tenuto un incontro, una Tavola Rotonda, per presentare ufficialmente il nostro progetto per un premio di laurea. Il tema del dibattito era -quindi- legato al nostro progetto educativo

 

Una laurea per fermare la tortura
 
Il valore della formazione giovanile

 

 M.Zamyndoost - P.Bracci - T.Di Ruzza - ME.Tittoni - P.Ricca - A.Bolouvi - Interprete - S.Bukhari
de Pontual

Nella Sala della Pace, presso la Provincia di Roma, abbiamo avuto begli interventi e toccanti testimonianze
Dedichiamo parte di questo numero alla tavola rotonda, così che tutti possiate recepire quanto è stato detto. Ricordiamo che sul nostro sito-INTERNET sono reperibili filmati con TUTTI gli interventi, compresa la bella introduzione fatta dalla nostra Maria Elisa Tittoni.
Non vogliamo appesantire questo numero del Corriere inserendo il resoconto di tutti gli interventi e di tutte le testimonianze. Per rendere più efficace l’esposizione dei contenuti (molto ricchi invero) rimandiamo la cronaca e le considerazioni su una parte dell’incontro al prossimo numero del Corriere – senza voler fare una graduatoria.

 

 

 

Masomeh Zamyndoost - Nata a Teheran (Iran) il 10-11-1954 ha conseguito la Laurea in Lettere nel 1982 e la Laurea in Psicologia nel 1991, presso l'Università degli Studi di Shiraz. Dal 1982 al 1990 è stata giornalista/speaker e scrittrice alla realizzazione del notiziario di "Radio Ghilan"; dal 1995 al 2000 ha avuto l’incarico di Responsabile dell'Ufficio Governativo per la condizione femminile. Ha pubblicato vari volumi in lingua persiana tra i quali "Ruolo della donna nella prevenzione del disagio sociale". Torturata nel suo paese, è rifugiata politica in Italia ora collabora con Medici contro la Tortura ed altre associazioni di volontariato. Masomeh continua la sua opera di scrittrice e poetessa.
Sul Corrire riportiamo il suo diescorso e -soprattutto- la sua bellissima poesia: "Cercando una terra di pace e d'amore", poesia che comunica il dramma di un rifugiato molto meglio di tanti discorsi.

 

Paolo Ricca è chiaro: un cristiano non può non essere di ACAT
La tavola rotonda di ACAT del 26-6-2009 è stata aperta da un grande amico di ACAT, da un professore che ha visto nascere le ACAT in Europa, da un teologo cristiano sensibile e responsabile
I cristiani hanno alcuni “cadaveri nell’armadio” della storia, nei confronti della tortura, ed è per questo che oggi debbono impegnarsi per sconfiggerla, ed anche per aiutare le generazioni future.
Tra i vari concetti di Paolo Ricca segnaliamo: "Ma se una laurea non basta a fermare la tortura, essa basta a far agitare la questione, per tenerla viva, per impedire che venga dimenticata o ignorata, come se non ci fosse". E successivamente: "Noi Cristiani nei confronti della tortura non siamo vergini, non siamo innocenti, abbiamo bisogno di uno sguardo critico sulla nostra storia Per concludere: "Francamente mi stupisce che sia così difficile trovare adepti e seguaci della ACAT anche tra i cristiani. Vuol dire che loro stessi non sanno bene che cosa sia il Cristianesimo. Ma noi andiamo avanti. Non c’è bisogno di vincere per combattere, e non c’è bisogno di trovare con- sensi per perseverare.”



Siamo spesso portati a credere la tortura una cosa ben definita, relegata altrove ed in oscuri luoghi di detenzione. La violenza quotidiana sulle donne: la tortura della porta accanto!
Una considerazione sulla quotidianità e sulla forza distruttrice della violenza sulle donne, ecco il pensiero inviato da Marialuisa, una dei molti giovani amici laureati o laureandi che ci seguono. Marialuisa ci dice che "la violenza è una tortura “perpetua” difficilmente cancellabile dalla mente umana".



Dossier Russia: autoritarismo, assassinio, impunità e tortura Violazioni dei diritti umani – tortura come pratica quotidiana – difensori dei Diritti umani ridotti al silenzio – Giornalisti che scompaiono. Dalla Federazione Russa si susseguono preoccupanti notizie.

Le notizie e i dossier sulla Russia sono desunti del “Courier de l’ACAT “ e dagli appelli di OMCT.

L’assassinio di Natalia Estemirova, impegnata nella difesa dei diritti umani in Cecenia e giornalista dell’ONG Memorial a Grozny, avvenuto lo scorso 15 luglio, viene ad aggiungersi alla già lunga lista di crimini contro giornalisti, avvocati e difensori dei diritti dell’uomo in Russia: manifestazione di una società malata, evoluzione di un regime passato dall’imitazione della democrazia a una forma di autentico, anche se non ufficializzato, autoritarismo. L’articolo illustra le radici di questa situazione, i mezzi e la frequenza della tortura in Russia. Segue un Dossier su gli ultime vittime tra giornalisti ed attivisti dei Diritti Umani.

 



Il 10 ottobre è la giornata mondiale contro la pena di morte.  La Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte lancia una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica, basata sulla formazione giovanile
Teaching abolition- Educare i giovani al concetto di abolizione
La formazione giovanile è un tema su cui ACAT sta investendo, ad esempio con il premio di laurea “Una laurea per fermare la tortura”, ma adesso ACAT vuole fare ancora di più: vuole andare a scuola:

 

"Diritti umani - Una materia dimenticata"

 

Leggete sul Corriere perché ACAT vuole cimentarsi in questa nuova avventura