Rep. Popolare Cinese - Kirghizistan >>> agisci scrivendo
Sri Lanka - Sudan >>> agisci scrivendo Tortura in Cina (foto clearharmony.net) Kirghizistan Kirghizistan (foto helvetas.ch)
Popolazione Tamil (foto sangam.org) Sudan Più di 60.000 persone sono scomparse nello Sri Lanka a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. Dopo l’arresto molte sono state uccise altre sono state rintracciate nelle prigioni ma della maggior parte non si sa più nulla. Il fenomeno è divenuto costante durante il conflitto fra il governo e i ribelli delle Tigri Tamil che da trenta anni combattono per l’indipen- denza della minoranza Tamil del nord e dell’est del paese. Pur essendo terminato il conflitto nel 2009 le sparizioni continuano. Oltre all’arresto di 4 giornalisti del Rai Al Shaab, affiliato al partito di opposizione “Congresso popolare” il Servizio Nazionale della sicurezza e dell’informazione ha costretto il giornale a sospendere la sua attività e a chiudere gli uffici. I quattro impiegati del giornale Rai Al Shaab sono: Ashraf Abdelaziz, redattore capo, Abuzar Al Amin, redattore capo aggiunto, Abu Baker Al Sammani, stampatore, e Nagi Dahab, amministratore; sono stati arrestati il 15 maggio 2010 a Khartoum, dal Servizio nazionale di sicurezza e informazioni (SNSR), in seguito alla interpellanza d’Hassan Al Turabi, dirigente del Congresso popolare. Sappiamo che Hassan Al Turabi è stato portato nel carcere di Kober, mentre nulla si conosce circa il luogo di detenzione dei 4 giornalisti, e il rischio di torture e maltrattamenti è molto alto. Non ci sono accuse precise nei loro confronti né sono stati resi noti i motivi della chiusura del giornale.





REP. POPOLARE CINESE
Il flagello della tortura
In Cina si ricorre sistematicamente alla tortura per ottenere confessioni o informazioni. Nerll’aprile 2009 il governo aveva emanato una serie di provvedimenti in materia di rispetto dei diritti umani che, però, sono stati completamente disattesi e la tortura continua ad essere praticata come prima nei luoghi di detenzione e durante gli interrogatori.
In particolare vengono presi di mira i dissidenti politici, i sindacalisti, i militanti dei diritti umani, coloro che appartengono a gruppi etnici minoritari come i tibetani o professano un credo religioso non riconosciuto dallo stato come i buddisti, i cristiani o i seguaci del Falun Gong.KIRGHIZISTAN
Violenti scontri fra l’etnia kirghisa e la minoranza uzbeka stanno insanguinando il sud del paese. Già a metà giugno si contavano più di 100 morti e migliaia di feriti secondo quanto dichiarato dal ministero della sanità. I profughi sono già più di 400.000 secondo l’ONU e molti hanno cercato rifugio in Uzbekistan. Mosca ha deciso l’invio di un battaglione di truppe speciali per la protezione di beni e cittadini russi. La struttura sociale del paese basata sulla famiglia e sui clan anche a motivo della conformazione montuosa del paese che rende difficile la comunicazione fra le diverse valli è caratterizzata da una forte divisione fra il nord relativamente ricco e il sud povero affetto da endemica disoccupazione e al cui interno è presente una forte minoranza uzbeka islamica. In questo scenario si colloca l’arresto di Azimjan Askarov , difensore dei diritti umani, il 15 giugno scorso a Bazar Korgan nel sud del paese mentre raccoglieva informazioni circa gli atti di violenza, omicidi e incendi dolosi verificatisi durante gli scontri recenti. Aveva anche delle riprese video che dimostravano l’inerzia della polizia di fronte ai dimostranti che sparavano su persone disarmate.SRI LANKA
Nei campi dei rifugiati le autorità arrestano indiscriminatamente militanti donne e bambini per interrogarli sui loro supposti legami con i ribelli e molti spariscono.
Fra il 2009 e il 2010 molti giornalisti e militanti dei diritti umani sono stati rapiti e benché alcuni siano stati rilasciati dopo pochi giorni di altri non si sa più nulla.
SUDAN