DDL TORTURA. ACAT ITALIA: “RISPETTARE I TEMPI E MIGLIORARE IL TESTO”

“Finalmente il DDL sulla “tortura” è tornato al Senato, dove le forze politiche sembrano aver raggiunto un compromesso sui contenuti.” Così Massimo Corti, presidente di Acat Italia all’indomani della discussione in Senato.
“Salutiamo con piacere il prossimo avvio dei lavori in aula – dichiara Corti- pur confermando che il testo in discussione si scosta moltissimo (troppo) dall’Art. 1 della Convenzione ONU contro la tortura, ad iniziare dal fatto che il reato di tortura, solo in Italia, esisterebbe anche se a commetterla fosse un privato cittadino.”
 
E continua: “Se da un lato questo compromesso ha eliminato l’assurda necessità che la violenza sia reiterata per poterla chiamare tortura e intenda rassicurare ancora una volta le forze dell’ordine, restano ancora vari nodi da sciogliere, come la necessità di dover verificare il trauma psichico subito e la possibilità che il reato si prescriva.”
“Ci auguriamo- conclude il presidente- che i tempi vengano ora rispettati e che i sub-emendamenti attesi per concretizzare gli accordi raggiunti non aprano nuove falle in questo tormentato DDL e facciano un espresso riferimento a quanto previsto dalla Convenzione ONU.
La società civile aspetta questa legge da quasi 30 anni.”
 
 
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