Togo: no alla vendetta popolare e ai linciaggi

Signor Presidente,

mentre ci rallegriamo per gli sforzi fatti dal governo del Togo e le misure prese per contrastare il fenomeno della “vendetta popolare”, ovvero dei linciaggi commessi dalla popolazione contro presunti delinquenti, dobbiamo tuttavia rilevare che queste misure (pattuglie nei quartieri, numeri d’urgenza per segnalare casi) sono insufficienti a garantire la sicurezza delle persone, data anche la mancanza di precise statistiche riguardanti questo fenomeno. La “vendetta popolare” si consuma al di fuori di ogni regola giuridica e non è oggetto di inchieste. Certamente esistono disposizioni e norme per perseguire e condannare i colpevoli di omicidio e violenze, ma la “vendetta popolare” in quanto tale non trova una specifica definizione nel codice penale e di conseguenza rimane difficile incriminare qualcuno in questi casi a meno di sostenere l’accusa di omicidio o violenze volontarie.

 

La pratica della “vendetta popolare” va contro le disposizioni che garantiscono il diritto alla vita protetta, in particolare, dall’articolo 6 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e dall’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che dispone che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona”. Inoltre l’articolo 13 della Costituzione togolese precisa che “lo Stato ha l’obbligo di garantire l’integrità fisica e morale, la vita e la sicurezza di ogni persona che vive sul territorio nazionale”. Il principio di “vendetta popolare” instaura un clima di insicurezza e di terrore nella popolazione. Questa pratica mentre viola l’articolo 9 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici relativo alla libertà e alla sicurezza nega anche il diritto ad un processo equo e quindi alle garanzie connesse come la presunzione di innocenza asserita dall’articolo 18 della Costituzione del Togo. Questo articolo dispone che “ogni accusato è presunto innocente fino alla dichiarazione di colpevolezza a seguito di un processo dove siano state garantite le possibilità della difesa. Il potere giudiziario, guardiano della libertà individuale, assicura il rispetto di questo principio nelle condizioni previste dalla legge”
 

Alla luce di quanto esposto si invitano le autorità della Repubblica del Togo a:

- Fornire le informazioni sulle misure prese per lottare contro il fenomeno della “vendetta popolare” e rinforzarle;

- Definire la “vendetta popolare” nel Codice penale e inserirla nei reati;

- Fornire dati sul numero di inchieste riguardanti gli atti di “vendetta popolare”, il numero di processi e condanne e le pene comminate per gli autori di “vendette popolari”.

In attesa di notizie e nella speranza di un miglioramento nel rispetto dei diritti dell’uomo nel suo paese 

La prego di gradire, Signor Presidente, i nostri migliori saluti 

 

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**L’ACAT Italia ha aderito a questa azione pertanto le firme raccolte vanno rinviate alla sede di ACAT Italia Via della Traspontina 15 00193 Roma entro la fine di aprile 2017 per poterle riunire a quelle  delle altre ACAT

 
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