FEBBRAIO 2015: ISRAELE-SRI LANKA

ISRAELE: detenzione amministrativa per Khader Adnan
Khader Adnan in detenzione amministrativa dall’8 luglio 2014 ha ripreso lo sciopero della fame che aveva interrotto nella speranza che venisse accolto il suo ricorso quando esso è stato rigettato il 19 gennaio.

Khader Adnan di 36 anni è un fornaio e studente di economia. E’ giunto al suo decimo arresto ed è stato interrogato due volte dalla polizia palestinese e otto volte dall’esercito israeliano che lo sospetta di essere un portavoce della jihad islamica. La detenzione amministrativa permette di tenere in carcere per sei mesi rinnovabili indefinitivamente in base a prove tenute segrete alle quali il detenuto non ha accesso: i prigionieri non conoscono le accuse che sono loro rivolte e neppure i loro avvocati hanno la possibilità di conoscerle.

La detenzione amministrativa è assimilabile alla detenzione arbitraria e pertanto viola il diritto internazionale. Nell’arresto del 2011 dopo aver subito maltrattamenti aveva intrapreso uno sciopero della fame cui si erano associati più di 2000 prigionieri palestinesi per chiedere la fine della pratica della detenzione amministrativa e delle misure punitive quotidianamente inflitte. Dall’inizio del 2015, 32 prigionieri palestinesi sono stati posti in detenzione amministrativa o hanno visto rinnovare questa detenzione.

SRI LANKA: difensori dei diritti umani minacciati di morte
Prasanga Fernando, Brio Fernando e Phillip Dissanayake tre difensori dei diritti umani sono stati minacciati di morte durante la campagna elettorale svoltasi fra il novembre 2014 e il gennaio 2015. Essi sostenevano il candidato dell’opposizione Maithripala Sirisena risultato poi vincitore pur aldilà delle previsioni. Essi lavorano per le organizzazioni umanitarie  Right to Life  e Families of Disappeared.  Recentemente teste mozzate di cani sono state lasciate davanti alle loro case e telefonate anonime hanno minacciato i loro figli. Desta preoccupazione il precedente del giornalista famoso Prageeth Eknaligoda che, rapito nel 2010, è da allora scomparso.

Siresena sembra incarnare una speranza di migliori condizioni di governo avendo avuto il sostegno delle numerose minoranze, tuttavia ha anche egli rifiutato l’inchiesta internazionale  sugli ultimi mesi della guerra civile nei quali bombardamenti e violenze hanno fatto, secondo l’ONU, più di 40.000 vittime. A cinque anni della guerra civile la tortura rimane un fenomeno endemico utilizzato dalle forze di sicurezza.

Nella sua visita in Sri Lanka papa Francesco  ha  invocato la riconciliazione  e al rispetto dei diritti umani e alla ricerca della verità non per riaprire vecchie ferite ma per la necessaria promozione della giustizia.

AVVISI
Monotono, cadenzato, lento. Il tonfo dei passi sul pavimento si ripete, ostinato nella penombra della cella senza finestre. È l’estenuante colonna sonora degli ultimi 2.000 giorni di Asia Bibi. La donna cristiana, arrestata il 19 giugno 2009 per blasfemia e condannata a morte nel 2010, li ha contati tutti. Scandendo le ore. Nel carcere di Multan, dove è stata trasferita dal giugno 2013, Asia misura il tempo in passi. E aspetta.
Che la Corte Suprema, massima istanza giudiziaria pachistana, finalmente, riconosca la sua palese innocenza. O che le pressioni internazionali convincano il presidente a concederle la grazia.

 

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