CORRIERE GIUGNO 2016

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I migranti oggi sono un fenomeno epocale, un fenomeno storico che durerà anni, verso il quale noi possiamo pensare solo un piano di amore e accettazione, un piano coerente con la parola di Dio 
Migrante è un fratello che lascia tutto per sopravvivere 
di Massimo Corti ( da pag. 1 del Corriere di Giugno 2016)
“Dio, dove sei?” è la domanda accorata di S.E. Montenegro, vescovo di Agrigento, davanti a 350 bare allineate sul molo, in uno scenario che lascia attoniti e sconcertati. “Dio l’ho ritrovato nel pianto sommesso, disperato e impotente di un anziano poliziotto che -in un angolo- dava sfogo al suo dolore”, così il vescovo stesso ha narrato in un toccante racconto, all’ incontro del 16-6-2016 organizzato dal Centro Astalli, a Roma. Secondo le stime i morti in mare dall’inizio dell’anno sono oltre 2.000, ma molti pensano che altrettanti siano scomparsi nel Mediterraneo senza che nessuno ne sappia nulla. Chi viaggia via terra impiega fino a 3 anni per traversare mezza Africa, passando nelle mani di diverse bande di sfruttatori, pagando il viaggio fino a 3 o 4 volte, passando per le tragiche prigioni libiche e dovendo subire violenze e stupri.
 
Davanti a questo inarrestabile fenomeno “biblico” di milioni di persone che fuggono per sopravvivere come possiamo chiederci se fuggono dalla fame o dalla guerra? Come possiamo dire “tu resti e tu no”? Come possiamo credere che qualcuno affronti tutto questo rischio e questa terribile odissea se non fosse spinto da una assoluta necessità: vivere. E le persone respinte, che tornano in Libia, o mendicano, o affrontano il deserto o vanno in prigione, tutte situazioni che, nel tempo, portano alla morte sicura. La Bibbia ci parla del popolo di Dio come un popolo di migranti, pensiamoci.

E il Vangelo cosa ci indica quando dice (Mt 25): “ero straniero e mi avete ospitato”? Noi sentiamo che molti hanno paura dei migranti dei “diversi”, ma chiediamoci: Paura di che? Come possiamo accettare che l’Europa rinunci alle proprie origini e si chiuda davanti a tutto ciò, come possiamo accettare che singoli Paesi dicano la solita frase: “si, va bene, ma non in casa mia” e che pur di prendere voti chiudano le frontiere e sfascino quel poco di “Europa” democratica ed accogliente che siamo riusciti a costruire fin qui? Di questo, e di tante altre cose parliamo in questo numero de Il Corriere, con interventi preparati da molti amici.

 

In questo numero
 
 
MIGRANTE È UN FRATELLO CHE LASCIA TUTTO 1
GRAZIE ACAT! 2
ERITREA, L’ORRORE DEI CAMPI DI TORTURA 3
UNA EUROPA DEMOCRATICA ACCOGLIENTE 4
MEDITAZIONE SUL PADRE NOSTRO, 6
 
 
LE RELIGIONI E LA VIOLENZA NEL MONDO 7
VEDIAMO LO STRANIERO CON GLI OCCHI DELLA BIBBIA7
MA NOI CHIEDIAMO: PAURA, DI CHE? 8
 
 
- ACAT – FIACAT – ACAT – FIACAT – ACAT - 9
OSLO – CONGRESSO CONTRO LA PENA DI MORTE 10
IMPEGNO CRISTIANO 11
 
 
 
MIGRANTI E ACCOGLIENZA, IN ITALIA 11
LA NOTTE DELLE VEGLIE, 12
 

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