Corriere gennaio 2019

L'accoglienza dello straniero è stata sempre presente nel pensiero dell'uomo suscitando reazioni di solidarietà o di rifiuto. Questa ambivalenza si ritrova anche nella Bibbia
testo di Michel Bertrand , responsabile della Commissione teologica di ACAT France
 
Su questo problema, infatti, la Bibbia non offre risposte univoche e immediate che possano essere utili a credere, a pensare e a agire. Il suo messaggio si costruisce attraverso difficoltà e situazioni complesse lontane da semplificazioni colpevolizzanti. E’ come uno specchio nel quale possiamo riconoscere le nostre fragilità, le nostre contraddizioni, le nostre debolezze e le nostre paure e nell’assumerle affidarle a Dio nella preghiera senza negarle. L’accoglienza dell’altro, del diverso, richiede un cammino e per i credenti un cammino spirituale, al di là di ogni visione etica si tratta di una questione di ordine teologico, direttamente collegata all’esperienza di fede. Nell’Antico Testamento il popolo deve costantemente ricordare la sua condizione di schiavo e di straniero ed è in questo ricordo collettivo del proprio vissuto che si radica l’esigenza dell’accoglienza.
 
Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio. (Lv.19,33-34) E’ così che la prescrizione etica si incarna in profondità nella realtà stessa della fede.
 
Analoga prospettiva si trova nel Nuovo Testamento nel quale i credenti sono “stranieri e pellegrini sulla terra” (eb,11,13). In certo qual modo i cristiani hanno due patrie, e stranieri in questo mondo essi possono comprendere i sentimenti  dell’emigrato lontano dal suo paese, dalla sua cultura e dalla sua famiglia. Questa fondamentale analogia culmina nella frase “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Tutta la Bibbia testimonia che il Dio di Gesù Cristo è un Dio straniero che si rivela nella debolezza identificandosi con i più piccoli “ero straniero e mi avete accolto”(Mt,25,35).
Di conseguenza l’accoglienza delle straniero non è che la risposta della fede a Colui che ama  e accoglie ognuno senza condizioni.
 
SOMMARIO
- Le discriminazioni di tutti i giorni di cui non ci accorgiamo
- Integrazione: una sfida per il futuro
- Detenzione Preventiva Abusiva (DPA)- La FIACAT si impegna per il rispetto delle garazie giudiziarie
- Pena di morte - La testimonianza ad ACAT France di Lindy Lou Isonhood (membro di una giuria popolare)
- Il sovraffollamento carcerario in Italia nella tesi vincitrice del Premio ACAT 2018
- Le nostre azioni urgenti nel 2018
- Messico: la popolazione autoctona discriminata e torturata
 
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