Con la tortura non si scherza. Petizione al Lussemburgo/UE

PETIZIONE CHIUSA. Le firme raccolte sono state consegnate lunedì 29 giugno a M.Jean Olinger, direttore degli affari politici del Ministero degli Affari Esteri da una delegazione di Acat Lussemburgo. Per maggiori info clicca quì

 

Il 26 giugno 2015  ricorrerà, come ogni anno, la Giornata internazionale a sostegno delle vittime di torture.
Il 10 dicembre 1984, l’ONU ha adottato la Convenzione contro la tortura, che impegna ogni Stato ad adottare le misure necessarie per evitare che  atti di tortura siano commessi sul proprio territorio. La Convenzione specifica: "Nessuna circostanza eccezionale [...] può essere invocata come giustificazione della tortura." L'Unione Europea stessa ha ripreso questo principio nella sua Carta dei diritti fondamentali.
E invece ...
Oggi, 30 anni dopo l'adozione della Convenzione, la tortura è ancora praticata metodicamente da più della metà dei paesi del mondo! L'Europa stessa non ha nulla di cui essere orgogliosa: le rivelazioni sulla complicità di molti paesi europei nei programmi di interrogatorio e tortura organizzati dalla CIA lo dimostrano bene.
È il momento per noi europei di essere vigili e di dire parole chiare su questo argomento!

Noi sottoscritti chiediamo al Governo lussemburghese, in occasione della sua presidenza del Consiglio della U.E., di fare quanto possibile per:

- Accordare alla promozione della dignità umana la assoluta priorità che merita, ai sensi della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E.;

- Ripetere ad alta voce che la tortura è inaccettabile e illegale in ogni circostanza, anche contro rischi di terrorismo;

- Impegnarsi per un'Europa esemplare nella lotta contro la tortura: esigendo dagli Stati membri U.E.
• di aderire a tutti gli strumenti dell’ONU contro la tortura e di attuarli;
• di seguire tutte le raccomandazioni del CPT (Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura);
• di condurre indagini approfondite su tutte le denunce di tortura, anche relative ad una possibile partecipazione dei loro agenti per operazioni segrete della CIA, in modo che i responsabili siano assicurati alla giustizia;

- Usare ogni possibile influenza dell'UE su altri Paesi e regioni del mondo, per far rispettare il divieto di tortura: applicando le sue "Linee guida in materia di tortura" e, in particolare, agendo sui casi specifici portati alla sua attenzione o a quella degli Stati membri;

- Sostenere efficacemente i programmi per la prevenzione e per la cura alle vittime della tortura;

- Garantire la protezione di tutti i richiedenti asilo in Europa che rischiano la tortura o trattamenti inumani se tornassero nel loro paese;

- Insistere perché i Paesi che assumeranno la presidenza del Consiglio dell'Unione Europea dopo il Lussemburgo si impegnino nella stessa direzione contro la tortura.


*Azione lanciata nel 2015 da ACAT Lussemburgo, in collaborazione con le ACAT d’Europa e FIACAT e con il sostegno di Amnesty International Lussemburgo


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